Oggi mi sento giù. Se possibile ancora più sotto.

Perché? Non lo so.

Stamattina sono uscito a fare due passi. Sole primaverile, brezza primaverile, cinguettii primaverili.

E’ primavera: tutto regolare, tutto in ordine, tutto stupendamente sotto controllo.

Il controllo. Siamo schiacciati dall’ansia di poter controllare tutto.

Così inscatoliamo le nostre vite, impacchettiamo le nostre anime. Un bel fiocco e via, non ci si pensa più.

Vogliamo tutelarci da sofferenze e delusioni, vogliamo difenderci. Ci convinciamo che, riposti al riparo, stipati in caldi contenitori colorati, i nostri sentimenti saranno al sicuro.

In realtà siamo noi che abbiamo bisogno di sentirci al sicuro dai sentimenti. Non vogliamo che ci prendano la mano, che sconvolgano l’ordine precostituito delle cose.

Lavoro, famiglia, messa e pranzo la domenica, torta di compleanno, regali sotto l’albero di Natale. Un eterno ciclo di primavere con sole, brezza e cinguettii.

Tutto regolare, tutto in ordine, tutto stupendamente sotto controllo. Ancora e sempre.

Cosa resta fuori dalla scatola? Niente.

Facciamo fatica ad ascoltarci, a vederci, a cercare un contatto più profondo con chi ci sta intorno.

Pensavo a queste cose, mentre camminavo. Cloppete cloppete facevano le mie scarpe sull’asfalto, e bum bum i pensieri nella testa.

“Buongiorno!”, “Salve!”, “Come va?”. Niente. Nessuna risposta ai miei saluti, nessun cenno al mio passaggio.

Due, quattro, dieci, venti persone. Non mi vedeva nessuno!

Trasparente come il vetro.

La brezza primaverile, anche lei, mi passava attraverso come se non esistessi, lasciandomi una sensazione di freddo dentro. Neanche il sole si accorgeva di me, nemmeno lui. Sulla mia pelle non rimaneva traccia del suo calore.

Forse sono morto, mi son detto, forse qualche passo ancora e poi inizierò a camminare verso il cielo. Sì, certo, è così! Non è rimasto che il mio spirito tra queste carcasse mortali, ecco perché nessuno si accorge di me!

E in preda a questo delirio ho puntato con passo risoluto una signora anziana, che tornava a casa con la borsa della spesa piena.

Le passerò attraverso, sarò brezza primaverile per lei. Leggerò i suoi desideri e accarezzerò i suoi sogni, cullerò le sue preoccupazioni!

Cloppete cloppete, bum bum. Asfalto e pensieri.

Credo di averle fatto male buttandola a terra.

Non ero morto, e non sono stato sicuramente brezza per lei.

Ma almeno si è accorta di me.

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Il Paese delle Meraviglie lo custodiamo nascosto in fondo al cuore. Bisogna avere il coraggio di scoprirlo e di raggiungerlo...

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